LO SHODO.

“Attraverso il non espresso si offre all’osservatore la possibilità di contemplare l’idea […] C’è un vuoto che consente di entrare e colmarlo fino alla pienezza della nostra emozione estetica. […] lo spirito parla allo spirito”
(Okakura K, Lo Zen e la cerimonia del tè, Feltrinelli 2006, Milano).

Lo Shodo (o letteralmente la Via della Scrittura) non è riconducibile espressamente ad un concetto di calligrafia o bella grafia occidentale. Nella calligrafia orientale il calligrafo esprime attraverso la scelta del pennello della carta, dell'inchiostro e dello stile, attraverso dei segni convenzionali, la propria energia vitale ( in giapponese Ki). Scrivendo un carattere (ideogramma) si fornisce la rappresentazione di un'idea che il calligrafo esprime con energia e forza derivante dal proprio cuore. La scrittura in Oriente e considerata un messaggio del Cielo, perciò il segno calligrafico contene una carica d'energia.
La calligrafia giapponese è una delle pratiche zen, identica all’arte della cerimonia del the, ikebana (arte della disposizione dei fiori), bonsai, scherma giapponese con spade (kendo), e al altri arti marzialii (budo).

Il calligrafo con un pennello e l'inchiostro di china crea sulla carta di riso una opera d’arte, che rende l’armonia e la bellezza. Le opere calligrafiche incarnano uno dei principi estetici giapponese Wabi-Sabi – proporzione della semplicità e grazia. Nella calligrafia giapponese non esiste nulla di accidentale: per ogni linea e punto sono importante l’inizio, la direzione, la forma e la fine delle linee, il bilancio fra gli elementi, e perfino lo spazio vuoto e bianco parla di molte cose. I kanji o ideogrammi devono essere armonici, proporzionati ed equilibrati. Le opere calligrafiche sono apprezzate non meno delle opere pittoriche: le calligrafie sono esse stesse opere d'arte.

CURRICULUM

 
Home
Gallery
Info
Contatti
Links
 

Koseki © Copyright 2007/2008
info@koseki.it